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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Ho deciso lo prendo. Lo smontiamo e lo carichiamo in macchina. Poi a casa da solo lo scarico nel garage dopo averlo "decontaminato" da quintali di polvere. E'una bella sfida,solo per sverniciarlo ci vorranno settimane.
Ho fatto ex novo due traverse con mortase che reggono le spalle, tutto a mano con con scalpello e la mia Stanley 50
Ora giù di brutto con lo sverniciatore,armato di maschera a carboni, che il cloruro di metilene fa male
Poi metto qualche foto
Bait Ball
Bait Ball, palla di acciughe.
Questo fenomeno, ben noto a noi pescatori in mare è stato portato al grande
pubblico abbastanza recentemente grazie ai documentari della National Geografic e dalla
BBC. Ho fatto una ricerca in rete per selezionare alcuni tra i migliori filmati
disponibili su you tube ed altri siti. Non sembrano invece disponibili (o almeno io non li
ho trovati) articoli scientifici, se non marginalmente legati all'alimentazione delle
balene. I file li potete scaricare direttamente dal sito di Acquambiente.net e
visualizzarli con calma sul vostro pc
Il primo che vi propongo mostra una palla di pesci attaccata da uccelli
"subacquei", con sorpresa finale:
http://www.acquambiente.net/video/Bait_ball_Feast.flv
In questo tonni e delfini fanno causa comune per attaccare i poveri sgombri. Si vede
bene qual è l'atteggiamento dei gabbiani poggiati sull'acqua quando la palla è
"sotto"
http://www.acquambiente.net/video/Bluefin_Tuna.flv
Questo è veramente bello, comincia con gli squali e finisce con dei tonnetti veramente
indemoniati sulle povere esche:
http://www.acquambiente.net/video/Tuna_Feeding_Frenzy.flv
Questo è un link ad una simulazione software veramente impressionante per realismo;
mostra la palla attaccata da due predatori. Non l'ha fatta un biologo ma un
artista-softwerista appassionatosi alla materia:
http://roberthodgin.com/bait-ball/
Il filmato che segue invece l'ho fatto io quest'estate, una palla d'acciughe
"artificiale" all'acquario di Monterey
http://www.acquambiente.net/video/monterey_acciughe.mpg
Infine il grande DeAndrè scrisse una bellissima canzone: "Le acciughe fanno il
pallone" che comincia così:
"Le acciughe fanno il pallone
che sotto c'è l'alalunga
se non butti la rete
non te ne lascia una ..."
Bello sarebbe stato andare a pesca insieme a lui.... La canzone la trovate su You Tube
Chemiker
Granita alla siciliana
Scaldare 300 ml di acqua in un pentolino e sciogliervi 350 g di zucchero. Portare ad ebollizione per un minuto poi spegnere, aggiungere 50 ml di acqua fredda e lasciare intiepidire.
Nel frattempo spremere 4-5 limoni di buone dimensioni ed aggiungere il succo allo sciroppo di zucchero e mescolare. Travasare il tutto in una ciotola di plastica, lasciare raffreddare a temperatura ambiente e mettere poi nel congelatore. Dopo tre – quattro ore tirare fuori la ciotola dal freezer e rimestare accuratamente con un cucchiaio la miscela parzialmente ghiacciata (io uso il minipiner!).
Rimettere in freezer e ripetere l’operazione di cui sopra per alcune volte, fino ad ottenere un composto omogeneo. Si può poi trasferire in vasetti di vetro monoporzione e conservare o servire direttamente
Di Chemiker (del 28/07/2010 @ 00:06:39, in cucina, linkato 4526 volte)
Il baccalà mantecato La preparazione Innanzi tutto il baccalà. Esistono una miriade di nomi per designare questo pesce o meglio diverse specie di merluzzo (cod in inglese). Fondamentalmente i metodi di conservazione sono due, il primo è l’essiccazione dopo lieve salatura al sole pallido del nord Europa e allora abbiamo lo stoccafisso (da stockfish, pesce bastone). In realtà è l’aria secca che fa il lavoro di essiccazione, lentamente e senza degradare le carni con la temperatura. L’impiego dello stoccafisso necessita di ammollamento anche di una settimana, qualcuno lo batte anche per sfibrarlo o addirittura c’è chi usa della soda che essendo alcalina accelera il processo di ammollimento (ve lo sconsiglio). Lo stoccafisso non è adatto per fare il mantecato Veniamo al baccalà sotto sale. Va messo in ammollo, dopo lavaggio del sale, per 36-48 ore non di piu, cambiando l’acqua due o tre volte. Potrete trovarlo anche già ammollato (o meglio dissalato) e confezionato anche al supermercato. Questo pesce va poi spellato cautamente interponendo un coltello tra pelle e carne. Con una pinzetta (le migliori sono da elettricista a becchi piatti) spinate accuratamente il filettone, le spine più lunghe sono verso la testa, attenzione a non staccare pezzi di pesce. Eventualmente, ma non sempre è necessario, riducete in pezzi più piccoli il filetto e rimettetelo a bagno per un’oretta, giusto per dissalarlo ancora un po’. La ricetta In una padella alta fate lievemente soffriggere uno spicchio d’aglio in abbondante extravergine. Unite il pesce a pezzetti (un bel filettone di 400-500 grammi)e fatelo soffriggere lievemente per cinque minuti, aggiungete mezzo bicchiere di vino bianco e, alzando la fiamma un poco, svaporatene l’alcool. Mettete il coperchio e fate cuocere a fiamma bassissima per venti minuti. Dopo questo tempo dovrebbe essere morbido e ricco di liquido di cottura, altrimenti aggiungete poca acqua e fate cuocere ancora un po’. Lasciate raffreddare mantenendo il coperchio, poi trasferite il tutto nel frullatore. Frullate, se siete tradizionalisti mantecate a mano, aggiungendo 100 ml di olio a filo, come se faceste la maionese. Se l’impasto è troppo duro potete aggiungere un poco d’acqua, per raggiungere la consistenza di vostro piacere. Va mangiato tiepido, in ciotoline individuali preferibilmente, con dei bei crostoni di pane abbruscato. E’ un piatto tipico di Trieste e dell’Istria Scienza in cucina Avete appena fatto un’emulsione, cioè un’unione intima di acqua e olio. In realtà nella vera emulsione (come ad esempio la maionese) non c’è il solido, qui rappresentato dal pesce. Perché vi sia un’emulsione ci vuole un tensioattivo, in questo caso i fofogliceridi delle cellule vegetali dell’aglio ma sicuramente anche quelli del pesce. Fondamentale è la fase di raffreddamento, dove i tessuti del pesce riassorbono l’acqua che hanno perso, rendendolo morbido. Ricordatevene anche quando fate il bollito o l’arrosto o il brasato Il baccalà è particolarmente digeribile (olio a parte) grazie anche all’idrolisi delle proteine dovuta alla conservazione. In pratica è predigerito
Di Chemiker (del 27/07/2010 @ 20:17:17, in dBlog, linkato 916 volte)
Questo blog è ancora in fase di messa a punto
Tornate fra qualche giorno, troverete i nuovi articoli che inserirò. Il tema?
Ambiente, pesca a mosca, letteratura, riflessioni......
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